FONT DA PAURA! 5 TRUCCHI PER SCEGLIERE E ABBINARE I FONT
5 trucchi semplici ed immediati per scegliere e abbinare i font tra loro, validi per ogni progetto e che ti aiuteranno a creare testi e grafiche belle, ma soprattutto che funzionano!
bigliettoPhoto by David Menidrey on Unsplash
GRAFICHE DELL’ORRORE
Ciao!
Ci siamo, sta notte sarà la più spaventosa dell’anno: Halloween!
Che tu sia unә fan come me di questa serata: leggende, magia e travestimenti, tutto in chiave un po’ vittoriana.. io non potrei chiedere di più, oppure no, non potrai sottrarti all’infinità di post e grafiche piene zeppe di zucche arcigne, pipistrelli e ragni che sui social spopoleranno questa settimana.
Si è così per tutte le varie ricorrenze, ma quello che mi disturba, in particolare per i post su Halloween, è che spesso e volentieri sono davvero terrificanti.
E non mi riferisco al copy, di cui non mi sento di entrare nel merito, ma proprio alla grafica: dai font, all’impaginazione.
Così visto che questo è un argomento che mi sta molto a cuore (non solo ad Halloween, ma tutto l’anno) ho pensato potesse essere interessante approfondire un pochino li tema font e soprattutto condividere con te qualche trucchetto per abbinarli tra loro.
Perché a tutti prima o poi potrà capitare di creare un invito, un volantino per un evento, o un biglietto d’auguri o una presentazione di lavoro, e sicuramente non vogliamo fare venire i capelli bianchi a nessuno.
Quindi vediamo 5 trucchi per scegliere e abbinare i font così da rendere il tuo progetto da urlo.. ma di gioia non di terrore!
UN PO’ DI STORIA PER INIZIARE CON IL PIEDE GIUSTO
Prima di tutto rispondo al dubbio ricorrente che assale tutti coloro che si avvicinano all’argomento font: “si dice Il font o la font?”
Io mi allineo all’Accademia della crusca, secondo cui il termine font cambia di genere in base al contesto di utilizzo, perché deriva da due parole differenti.
Anche se, in italiano ad entrambe si dà lo stesso significato: “Insieme completo dei caratteri di uno stesso tipo”.
Il termine font è di genere maschile quando si riferisce all’ambito informatico, perché deriva dal termine inglese fonditura (founding).
Il femminile, invece, va usato in ambito tipografico, perché qui la parola fonte deriva dal vocabolo francese fonte, di genere femminile.
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ma come nasce il font?
Il font o carattere è presente nella storia dall’invenzione della scrittura.. per ovvie ragioni!
Ma, fino all’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg intorno al 1450, i caratteri e la loro forma o stile rimangono appannaggio di pochi scribi e amanuensi, che utilizzavano font elaborati e molto decorativi.
La nuova tecnica di stampa è, invece, una vera rivoluzione, che diede il là alla diffusione della parola scritta e allo sviluppo di differenti tipologie di font.
Non solo per motivi estetici, ma, ad esempio, uno dei primi temi che fu affrontato dagli stampatori fu proprio come semplificare i caratteri gotici in uso al tempo per rendere il processo di stampa più semplice ed economico.
Nasce così il Roman, ad opera di Nicholas Jenson, ispirato al carattere inciso sulle lapidi latine.
Nei secoli i caratteri si evolvono, si modificano, ne vengono creati sempre di nuovi, anche per adattarsi al meglio alle epoche in cui sono utilizzati.
Ma la vera rivoluzione avviene solo nel 1985 con la digitalizzazione dei caratteri tipografici.
Da qui iniziano a essere progettate moltissime varianti e tipologie di font, che ci hanno portato all’abbondanza odierna e soprattutto hanno dato la possibilità a chiunque acceda ad un computer di poter sperimentare a costo zero.
Come spesso succede, però, tanta scelta non aiuta, ma confonde.
Il magico mondo dei font è complesso, pieno di regole ed illustri esempi che le hanno infrante con risultati spettacolari, e sicuramente non può essere risolto con un articolo di blog. Ci sono, però, dei piccoli trucchi che ognuno può tenere a mente quando sceglie un font, anche solo per una mail, che possono fare la differenza e non far spaventare nessuno.
MA PERCHÉ COSÌ TANTA SCELTA?
Oggi abbiamo a disposizione tantissimi font differenti.
A proposito, fammi sapere se sei interessatә a questo argomento, magari possiamo approfondire in un altro articolo.
Le diverse tipologie di font sono nate per rispondere a diverse esigenze sia estetiche che funzionali.
Per rendere il processo di stampa più economico. Oppure per migliorare la leggibilità su piccoli formati (pensa leggere un romanzo scritto in caratteri gotici, impossibile) oppure su grandi formati.
Per esempio il Frutiger fu creato appositamente per la segnaletica dell’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi.
O ancora per rispondere alla moda e allo stile dell’epoca. Sempre restando a Parigi, esempio famosissimo sono i caratteri usati per decorare le bellissime insegne della metro in pieno stile Art Nouveau.
Quindi, davanti a tante opzioni disponibili, la prima vera cosa da fare per scegliere il font giusto è definire quale scopo e quale messaggio vogliamo dare: una volta chiarito questo la strada sarà tutta in discesa.
Ed è proprio per questa ragione che spesso i font, anche i più odiati (vedi ad esempio il Comics Sans) non sono butti di per sé, ma usati nel modo sbagliato.
Per intenderci, non è un maglioncino a trecce giallo in sé il problema, ma se lo abbini a dei pantaloni viola, probabilmente l’outfit risulterà spaventoso.
Niente paura, però, abbinare i font in maniera corretta non è così difficile, o meglio, non è poi così difficile non fare quegli errori che rendono una grafica davvero pessima.
Poi, è inutile specificarlo, il lavoro di un professionista rimane sempre tale.
5 TRUCCHI PER SCEGLIERE E ABBIANRE I FONT
Fatta questa doverosa premessa, ecco 5 trucchi per scegliere e abbinare i font ne modo giusto.
NUMERO 1: DEFINISCI UNA GERARCHIA
Una volta deciso cosa inserire nel tuo progetto crea una gerarchia tra le varie parti di testo: cosa dovrà essere letto subito? Cosa va in mezzo e quali sono le informazioni che possono essere scritte più in piccolo?
Ipotizziamo di voler creare un invito alla nostra festa di Halloween, potremmo stabilire questa gerarchia:
1. font più visibile e di grandezza maggiore: HALLOWEEN PARTY
Devo subito attirare l’attenzione di chi legge, dandogli l’informazione più importante: ci sarà festa per Halloween!
2. font con grandezza intermedia: GIORNO E ORA
Sono le prime informazioni che chi legge l’invito vorrà sapere, dopo aver capito di cosa si tratta
3. font più piccolo: LUOGO DELLA FESTA E COME CONFERAMRE LA PRESENZA Sono informazioni secondarie, che chi è interessato vorrà conoscere solo in un secondo momento
In questo modo avrai chiaro quali testi dovranno essere più leggibili e più grandi o quali saranno più lunghi e quali composti solo da una o due parole, informazioni indispensabili per la scelta del giusto font.
NUMERO 2: LA LEGGIBILITA’
Il secondo punto è il più importante, ovvero leggibilità.
Ora dobbiamo scegliere il font e il tuo obbiettivo principale sarà, immagino, comunicare il messaggio.
Dato che il tuo scopo è passare delle informazioni, pensa sempre a chi dovrà leggere il tuo invito, o qualsiasi altro progetto tu stia realizzando, e assicurati che i font siano leggibili.
I caratteri una volta inseriti in un testo devono essere chiari e non rendere indecifrabile il contenuto.
Il famoso designer e disegnatore di font Erik Spiekermann dice, addirittura, parlando del suo restyling per l’Economist “Non voglio che qualcuno prenda il giornale e dica che bel font, voglio che dica che bell’articolo!”.
Questo perché il font dovrebbe essere un mezzo con cui comunicare un massaggio, non il soggetto.
NUMERO 3: IN COPPIA È MEGLIO
Per aiutarti nella creazione di un elaborato leggibile ricorda il mantra di Van der Rohe: “Less is More”.
Non serve che il tuo progetto sia pieno zeppo di font differenti, l’importante è che trasmetta il messaggio.
Secondo me la scelta giusta da fare è quella di non inserire più di 2 font, 3 se proprio non ne puoi fare a meno, ma non oltre.
Meglio scegliere 2 bei font che collaborino tra loro e che diano lo stesso messaggio (vedi punto 5) piuttosto che tanti font differenti che creano solo confusione.
Serve un po’ di ispirazione?
Per aiutarti nella scelta del font io ti consiglio prima di tutto Pinterest: fai una ricerca per il tema che stai seguendo e guarda un po’ di immagini, potranno darti degli spunti su quale sia lo stile di font più adatto da inserire nella tua grafica.
Una volta deciso quale strada percorrere, uno strumento che ti può aiutare molto nel scegliere i font e soprattutto ti suggerisce coppie di font che si abbianano e dialogano bene tra loro è sicuramente Canva.
Nella sezione testo, infatti, trovi già delle combinazioni di font pronte davvero interessanti e originali.
Inoltre, questo sito ti permette di scegliere il formato della pagina di lavoro e tanti elementi da aggiungere al tuo elaborato.
Secondo me, Canva è utile e semplice da usare, adatto davvero a chiunque, anche a chi non ha la minima esperienza in fatto di grafica o design.
Ma se la grafica è già pronta e quello che ti manca è solo il carattere giusto, ci sono diversi siti che danno la possibilità di scaricare font gratuiti da istallare sul tuo pc (mi raccomando il più delle volte non per uso commerciale, leggi bene le specifiche), il più famoso è sicuramente DaFont.
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NUMERO 4: CREA CONTRASTO
Abbiamo detto di creare una gerarchia tra i vari elementi del testo e poi di usare solo 2 font? Quindi come fare nel concreto?
Ci sono vari elementi che definiscono il font non solo il carattere in sé, possiamo usare lo stesso font con tantissime variazioni: prima fra tutte la grandezza.
Il testo con maggior grandezza sarà letto prima.
Poi, un altro elemento che sicuramente aiuta a creare gerarchia è il peso del carattere, infatti potremmo scrivere alcune parti in bold oppure in corsivo.
Attenzione però a non esagerare, se no si rischia di creare più confusione che altro, soprattutto se i testi sono brevi.
Infine, ovviamente, non possiamo non parlare del colore.
La scelta di un colore rispetto a un altro può dare una maggiore o minore visibilità al testo.
Ricordati che la leggibilità è il tuo obbiettivo, ma detto questo potresti creare una gerarchia tra gli elementi anche rendendo più visibile il titolo e meno il testo.
In questo articolo del blog ti parlavo proprio di colore, prova a darci un’occhiata, magari trovi degli spunti interessanti su come abbinare i colori e creare i contrasti.
NUMERO 5: DUE FONT UN UNICO SPIRITO
Il punto 5, oltre ad avere questo titolo molto romantico, è anche il punto fondamentale, che farà sì che la tua grafica risulti coerente con il messaggio che vorrai dare (tradotto in “grafichese”: il tuo invito sarà bello).
Infatti, tutti i font trasmettono un messaggio, anche senza formare delle parole. Ognuno di loro ha un umore, che poi verrà trasmesso all’osservatore, spesso si parla di psicologia dei font proprio per questo.
Alcuni font sono pensati per essere utilizzati in sedi più formali, quindi risultano più seriosi e istituzionali, altri invece sono più giocosi e adatti per trasmettere messaggi più informali. Scegliere e abbinare i font giusti darà alla tua grafica maggiore forza.
Al contrario, rischierai di inviare messaggi incoerenti e il tuo progetto creerà confusione nell’osservatore.
Ad esempio, il famosissimo Arial è stato progettato per essere leggibile e adatto alle presentazioni aziendali, oppure il Gill Sans nasce nel ’26 come carattere per un’insegna di un negozio, quindi è adatto per titoli e scritte di grande formato.
Altri ancora trasmettono messaggi più divertenti, come il super discusso Comic Sans. Nato per fare spiegare a un cagnolino come funzionava il nuovo sistema operativo di Windows, quindi molto giocoso e irregolare proprio come i testi dei fumetti!
Il problema con questo font è che da quando è stato inserito tra i caratteri di Windows 95 è usato senza criterio su ogni tipo di elaborato, anche quelli più formali.
Alcuni studi ipotizzano che il motivo principale per cui le persone davanti a moltissimi font più adatti e formali scelgano Comic è che inconsciamente risulta più rassicurante, perché ispirato dalla scrittura manuale.
Ma, attenzione, un documento aziendale, un CV, o una mail, ecc… non devono essere rassicuranti!
Capito il disappunto dei grafici riguardo all’utilizzo di questo font?
Per questa ragione quando scegli un font o, meglio, quando abbini 2 font cerca sempre di valutare se l’atmosfera che creano intono a loro è la stessa oppure trasmettono due messaggi discordanti.
Con questo non voglio dire che devono essere uguali, anzi, l’abbinamento più in voga al momento è quello tra font calligrafici e font più lineari.
Ma l’importante è che entrambi dialoghino tra loro e, soprattutto, con il tema del progetto.
Vediamo due esempi:
In questa partecipazione per matrimonio ispirata alla lavanda e a tema un po’ rustico ho utilizzato un font corsivo chiaramente ispirato alla calligrafia un po’ retrò e un font più classico, ma con linee e grazie che rimandano alle linee di quello calligrafico.
Per questa ragione lavorano bene insieme rafforzando il messaggio del tema dato dall’illustrazione ad acquerello.
Oppure prendiamo il caso di questo invito per una festa di compleanno.
Qui un font molto rotondo, usato per i titoli, è abbinato ad un font più classico, ma sempre dalle forme arrotondate.
Spero che con questi piccoli trucchi su come scegliere e abbinare i font tra loro potrai destreggiarti al meglio nella realizzazione dei tuoi progetti.
Fammi sapere cosa ne pensi e se questo articolo ti è stato utile.
Se hai dei dubbi o vuoi un parere su una tua grafica mandami una mail o commenta qui sotto, sarò felice di darti una mano!
Ma soprattutto se questa settimana, e non solo, ti è capitato di vedere grafiche da spavento condividile con me sui social ne potremo ridere (si spera) insieme.
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Buon Halloween e alla prossima!




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